Gestione del rumore
La gestione del rumore in un’azienda agrumicola si concentra principalmente sul reparto di confezionamento (magazzino o centro di confezionamento), poiché le operazioni sul campo (raccolta, potatura, trattamenti) generano in genere livelli di rumore accettabili o intermittenti. L’obiettivo è duplice: rispettare le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro per proteggere i dipendenti e limitare l’inquinamento acustico per la comunità circostante.
1. Fonti di rumore nell’industria degli agrumi
Le principali fonti di rumore in uno stabilimento di lavorazione degli agrumi sono di tipo meccanico e si concentrano nelle linee di lavorazione:
- Macchinari per la selezione e l’imballaggio: nastri trasportatori, spazzolatrici, essiccatori, ribaltatori e selezionatrici. Il rumore proviene da motori elettrici, cuscinetti, dal contatto costante tra la frutta e superfici metalliche o plastiche e dal movimento continuo di scatole e pallet.
- Sistemi di ventilazione e raffreddamento: grandi ventilatori industriali, estrattori e sistemi di pompaggio per la movimentazione o il trattamento dell’acqua.
- Macchinari ausiliari: carrelli elevatori (diesel o elettrici), compressori d’aria e attrezzature per la reggiatura e la pallettizzazione.
2. Regolamenti e limiti di esposizione
La gestione è regolata dalla normativa di prevenzione dei rischi professionali (ORP) sull’esposizione al rumore (in Spagna, Real Decreto 286/2006, che recepisce la direttiva europea):
| Valore di esposizione | Livello di rumore giornaliero (LAeq,d) | Implicazioni per l’azienda |
| Valore azionario inferiore | $80 dB(A) | Obbligo di informare e formare i lavoratori. |
| Valore di azione superiore | 85 dB(A) | Obbligo di adottare misure tecniche per ridurre il rumore e di mettere a disposizione dispositivi individuali di protezione dell’udito (DPI). |
| Valore limite di esposizione | $87\text$ | In nessun caso il livello di esposizione del lavoratore (tenendo conto dell’attenuazione dei dispositivi di protezione) può superare questo valore. |
3. Strategie di mitigazione del rumore (priorità d’azione)
Una gestione efficace del rumore segue la gerarchia del controllo del rischio, attaccando prima la fonte.
A. Azione sulla fonte (misura più efficace)
- Manutenzione preventiva: lubrificazione e regolazione costanti di cuscinetti, motori e catene per eliminare rumori di attrito e vibrazioni.
- Sostituzione delle apparecchiature: sostituzione dei componenti vecchi e rumorosi con tecnologie moderne e silenziose (motori insonorizzati, convertitori di frequenza).
- Isolamento acustico: installare cabine o schermi che racchiudano le macchine più rumorose (ad esempio, compressori, grandi ventilatori), riducendo la diffusione del suono nell’ambiente di lavoro.
- Materiali di smorzamento: installare supporti inerziali o smorzatori antivibrazioni sui supporti del motore per evitare che le vibrazioni vengano trasmesse alla struttura.
B. Azione sul mezzo di propagazione
- Isolamento acustico: utilizzare materiali e rivestimenti fonoassorbenti sui soffitti e sulle pareti dell’edificio per ridurre il riverbero e la dispersione del suono all’interno del magazzino.
- Disposizione del posto di lavoro: spostare le postazioni di lavoro più sensibili (ad esempio gli uffici di controllo qualità) lontano dalle linee di produzione più rumorose.
- Barriere acustiche: installare schermi o schermature parziali tra i macchinari e gli operatori nelle aree di movimentazione.
C. Azione sul lavoratore
- Valutazione e monitoraggio: effettuare misurazioni del rumore con fonometri o dosimetri per mappare le aree a rischio.
- Fornitura di DPI: Fornire e garantire l’uso di dispositivi di protezione individuale dell’udito (tappi auricolari o cuffie) nelle aree in cui vengono superati i valori di azione.
- Formazione e informazione: formare i lavoratori sui rischi del rumore, sul corretto utilizzo dei DPI e sulla segnaletica delle aree rumorose.
Controllo dei parassiti. È un pilastro della competitività sostenibile.
