Gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti in un’azienda agrumicola è un’area fondamentale che si è evoluta dal semplice smaltimento a un modello di economia circolare, che mira all’utilizzo completo del frutto.

Nel settore agrumicolo, la gestione dei rifiuti si divide in due categorie principali: sottoprodotti biologici della frutta (bucce, polpa, semi) e scarti dell’impianto di confezionamento (plastica, cartone, acque reflue).

1. Sottoprodotti della frutta biologica (la sfida e l’opportunità)

La maggior parte dei rifiuti organici proviene dalla frutta scartata durante il processo di selezione (per dimensioni, danni estetici o problemi igienici) o dalla frutta lavorata dall’industria dei succhi. L’obiettivo è trasformare questi rifiuti in prodotti di alto valore.

A. Utilizzo ad alto valore

Rifiuti/SottoprodottiApplicazione nell’economia circolare
Buccia (Albedo e Flavedo)Pectina di agrumi: ingrediente chiave per l’industria alimentare (addensante, gelificante in marmellate e yogurt) e farmaceutica.
Flavedo (strato esterno della buccia)Oli essenziali: composti aromatici di alto valore per l’industria cosmetica, farmaceutica e della pulizia.
Polpa e bucciaMangimi per animali (pellet): gli scarti vengono disidratati e pellettati per creare mangimi ad alto valore nutrizionale per il bestiame. Questo riduce drasticamente il volume degli scarti.
Flavedo (strato esterno della buccia)Composti bioattivi: estrazione di antiossidanti (polifenoli, flavonoidi) per integratori alimentari e cosmetici.
Fibre di agrumiBiofibre e bioplastiche: utilizzate nella ricerca per sviluppare materiali di imballaggio sostenibili o componenti per la produzione (automobili, impianti).

B. Valorizzazione energetica e agricola

  • Biogas e biofertilizzanti: i rifiuti organici non destinati all’estrazione di sottoprodotti (o i resti di tale estrazione) possono essere introdotti nei digestori anaerobici.
    • Generano biogas, che l’azienda può utilizzare per l’autoconsumo energetico (caldaie, riscaldamento, elettricità).
    • Il prodotto rimanente (digerito) viene utilizzato come biofertilizzante o ammendante organico per i campi, chiudendo il ciclo.
  • Compostaggio: la materia organica non utilizzabile a livello industriale può essere compostata per creare fertilizzante organico di alta qualità che viene reintrodotto nei campi.

2. Rifiuti provenienti dall’impianto di confezionamento

Il magazzino o la struttura centrale di frutta e verdura genera rifiuti non organici che devono essere gestiti secondo rigide normative ambientali.

  • Rifiuti di imballaggio:
    • Cartone e carta: gli imballaggi in cartone devono essere separati, compattati e inviati al riciclaggio (come le scatole di cartone che hai mostrato).
    • Plastica: la gestione è fondamentale. Questo include pellicole, reggette, reti (girsac) e vassoi di plastica. L’uso di plastica riciclabile dovrebbe essere prioritario e, sempre più, l’uso di imballaggi a rendere e riutilizzabili (come le scatole IFCO che hai caricato) dovrebbe essere utilizzato per ridurre la produzione di rifiuti alla fonte.
  • Acque reflue: l’acqua proveniente dal lavaggio della frutta e dalla pulizia della linea deve essere trattata prima di essere reimmessa nell’ambiente o, preferibilmente, riutilizzata in processi che non richiedono acqua potabile (come la pulizia esterna).
  • Rifiuti pericolosi: includono contenitori di pesticidi (provenienti dal campo) e residui di prodotti per la pulizia o trattamenti post-raccolta. Questi devono essere separati e consegnati alle aziende autorizzate per la gestione dei rifiuti.

L’economia circolare come fulcro della gestione

Un’azienda agrumicola moderna basa la sua gestione dei rifiuti sul principio Rifiuti Zero. Ciò significa che:

  1. Riduzione alla fonte: ridurre la quantità di materiale di imballaggio utilizzato e optare per formati riutilizzabili.
  2. Massima valorizzazione: dare priorità all’uso di sottoprodotti organici per applicazioni ad alto valore (pectina, oli) piuttosto che per usi a basso valore (mangimi per animali).
  3. Sostenibilità e certificazione: ottenere certificazioni di gestione ambientale (ISO 14001) e, se possibile, sigilli “Zero Waste” per dimostrare pubblicamente l’impegno verso la sostenibilità.

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